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Epifania in Val Pusteria

Italia

Epifania in Val Pusteria / Qualche giorno tra neve, sci e slittini

DICEMBRE 2007 Vacanza Sulla neve in Val Pusteria –26/30 dicembre 2007 (accompagnatori Daniele e Antonio) Della disfida fra il Dani e...
DICEMBRE 2007

Vacanza Sulla neve in Val Pusteria –26/30 dicembre 2007 (accompagnatori Daniele e Antonio)

Della disfida fra il Dani e il Toni
(cronaca semiseria di una nottata cubica a dorso di slittino)


Cacciatore, ascolta:
se donna è la preda e di alta quota,
immota resta se la blandisci con un dono;
mentre su lei brivido e ardore
la corsa desta…

In Val Pusteria,
era la luna convessa,
a pancia in su.
E sulla neve
lucea lesta
di uno slittino la scia,
di presagi assai funesta.
Dell’amorosa sfida
infatti era l’esca!
Cocchier ne era
un giovine virgulto vicentino.
Toni facea di nome,
d’aspetto era ricciuto,
occhio castano,
mento sparuto
e pelo sparato.
Avido di parola era
e misurato nel parlare.
Uomo d’azione silente
e sotterranea,
e a dispetto del parlar suo breve,
Toni fendea di petto l’aria
in quella notte di luna dondolante.
E lo slittino intrepido
di buca in buca sospingea,
traballante.


Solo non era il Toni:
ché al seguito una brigata allegra avea
di balde fiorentine:
occhi celesti, sciarpe,
scarponi e forcine,
un tocco di classe
sulle slittine atesine.
Tre prede erano da conquistare:
restie e caparbie a capitolare.
Nulla poté il trekk diurno
fra neve e ghiaccio
e il Toni pensò di ghermirle al laccio,
con lo slittino.
Il piano era perfetto,
la notte limpida,
Sirio splendente,
quando un fendente, di getto
innanzi al Toni si parò.
Ed era il Dani,
compare di ventura,
voce squillante,
sguardo ceruleo,
guida provetta,
bici rotante,
gentile, affabile e intrigante.


Ogni uomo, sai, è cacciatore,
e le vuole tutte per sé.
Pulzelle di varie favelle.
E tra quelle udite,
la parlata fiorentina,
cadenzata e assai spigliata,
i vicentini alla contesa incatenò.
Ognuno per sé
e ciascuno per tre.
E fu così che il Dani e il Toni,
amici per la pelle,
si misero in armi l’un contro l’altro,
per catturare una fanciulla.
E convinte le prede,
per la discesa le trascinarono,
nel buio pesto,
al lume fioco che riflettea la neve.
Ridevano le donzelle,
mentre le slitte
sulle buche sdrucciolavano.
Il Dani fremea e ammutoliva,
se di un tronco la sagome scorgea;
e il Toni gemea,
per segnalare curva a dritta
e curva a manca.
E intanto, a mo’ di lancia,
altre slitte sfrecciavano
di tedeschi ebbri e disinvolti.
Il ghiaccio quelli sfidavano
e la pista con torce tremolanti.
E mentre i nostri di luce incerta
ormai brillavano,
fra le pulzelle tosche
repente inclinazione si destò
per gli stranieri impavidi.
E mentre il Toni e il Dani
in curva si arenavano,
Silvia dagli occhi blu
un posticino scovò in un teutonico slittino.
E come lei, anche le amiche
un passaggio da oltrealpe rimediarono,
e alla fine della notte dileguarono.
Poi scese il silenzio.
E fu così che
quando il Toni e il Dani,
accaldati e trasognati,
i piedi a terra posero
al termine della discesa,
la luna videro ridente,
e un’ombra con voce suadente a lor si fece innanzi,
con cadenza fiorentina,
ma non femminea.
“Sapete che giorno è oggi?
27, ossia 33.
E in una serata cubica,
ogni cubica retata è votata al fallimento.”
Quegli era Luca, saggio e accorto.
E il Dani e il Toni,
l’intento intesero che fra i numeri riposa.
“Attendete l’anno nuovo”, aggiunse Luca;
“perché bisesto è manifesto
di fortuna e magico portento.
Per amore, salute e avventura.”



E qui finisce la calata di due prodi vicentini:
che in una notte nera,
lucente di stellata,
in cubica data,
affilati gli slittini,
falliron la retata di tre fiere fiorentine!

(Bologna, 3 gennaio 2008)


Marinella

Marinella

Slitta e neve

Epifania in Val Pusteria

Italia

Epifania in Val Pusteria / Qualche giorno tra neve, sci e slittini

Gennaio 2007, Rifugio “Croda Rossa” Val Pusteria. In Val Pusteria andammo a ricercare aria pulita, paesaggi da ammirare così lo...
Gennaio 2007, Rifugio “Croda Rossa” Val Pusteria.

In Val Pusteria andammo a ricercare
aria pulita, paesaggi da ammirare
così lo stress della città poter abbandonare.
Non facemmo in tempo ad arrivare
che Gianpietro il programma si mise a spiegare:
Monica e Morena la ginnastica ci fanno fare…
Nicola ci porta a passeggiare…
volendo si può anche sciare
e per gioco Federica a testa in giù trapiantare!
Un po’ di fondo non ci farà male
e lo slittino non potrà mancare
e giù lungo la pista veloci come il vento…
Caspita! Ma Zeppelin non era
una vacanza a “moto lento”?

Al rifugio così andammo
a trovar pace e silenzio…
Ma quale silenzio, quale pace
lì c’era Cinzia e quella quando tace?
E mo parla di Cesare e mo di Cleopatra,
del Mitreo e perfino del Papa…
di Vercingetorige, di Galli
di Barbari di Sanniti…
insomma per la fine della cena
ci aveva già tutti esauriti!
Alberto fibrillava, la rabbia già saliva
la mente elaborava un piano da attuare,
d’un tratto sentenziò:
al posto della neve andiamola a sparare!
Non sapeva il derelitto
ch’ella era falsa-magra
e che di ben otto chili s’era pure zavorrata.
La sollevò di forza, con gesto poderoso
ma il peso era cotanto e non superò il ginocchio
tutto quello che ottenne fu uno sputo in un occhio!

Passarono così ognuno a far qualcosa:
Alessandro ammaccava delle donne il fondoschiena
chi giocava a carte, chi a perudo, chi in altro modo
qualcuno non dirà “non ho battuto chiodo”.

Così l’ultima sera uscimmo a festeggiare
le Befane si dovevano bruciare
ma vista l’esperienza
le donne è bene lasciarle stare!!!
Ma le stelle brillavano, la luna ci chiamava
c’era pure un bel tepore…
suvvia facciamo l’ultimo scivolone!
E via! A due a due sul gommone
Oh! Accidenti
Vittoria e Beppino han fatto un ruzzolone!
Ma mentre Beppino si rialzava
Vittoria la sua faccia sulla neve stampava.
Andrea fu chiamato, Dottore preparato,
guardò la sua paziente…
perbacco! Non ci capiva niente!
Si fece un gran consulto, un gran dibattimento
alla fine le chiese:
“Ma hai fatto testamento?”
Sarà per tanto amore e dimostrato affetto
ma il sangue siciliano le ribollì nel petto
riprese conoscenza e forte dichiarò:
“Io cent’anni camperò, coi bernoccoli o no!”
e poi sottovoce:
“Minchia! Come è dura la neve al Nord!”
Beppino rimasto finora impietrito
cominciava così a riprender colorito,
il senso di colpa diede i sui frutti
se andiamo in Friuli cucina lui per tutti!
Gianpietro e Nicola, afoni e sconsolati
pensavano all’unisono:
“Ma questi, chi ce li ha mandati?”
Li vide Petra con l’aria sì patita
a furia di grappini ce li riporta in vita!
Orsù prosecco a tutti
brindiamo con letizia
tutto fu salvo, la testa, la vacanza,
e soprattutto l’amicizia!!!

Con affetto agli amici del gruppo Zeppelin

Cinzia

epifania in slitta

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