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Yerevan e i monasteri del Caucaso meridionale

Armenia

Yerevan e i monasteri del Caucaso meridionale / Il Paese con il colore del sole

Firenze 04 settembre 2006 Non farò una lista di cose che ho visto, ma mi limiterò a cercare di descriverVi quello che ho...
Firenze 04 settembre 2006

Non farò una lista di cose che ho visto, ma mi limiterò a cercare di descriverVi quello che ho sentito.

“Pronto? Mi scusi ma sono in Asia, la richiamerò al mio ritorno a Firenze, arrivederci”. Questo rispondevo quando mi chiamavano sul cellulare.
Ritenevo inutile rispondere sono in Armenia. Nella migliore delle ipotesi mi avrebbero chiesto “In Armenia a fare cosa?” e nella peggiore “e dov’è l’Armenia?”.

Confesso che anche io quando ho deciso di intraprendere per caso questo viaggio mi sono chiesta dove fosse, mi è bastato sapere che non era tra le mete più comuni delle agenzie di viaggio.

Siamo arrivati all’aereoporto di Yerevan in un giorno di metà agosto alle quattro del mattino e già a quell’ora il caldo ci faceva mancare il respiro.
Molta gente, luci al neon, divise dell’ex unione sovietica, strutture spoglie, rigidità burocratica.
Il primo impatto non è stato facile, capisci subito che non sarà un viaggio dove tutto è facile, tutto ti è offerto, e non devi cercare niente….. , spiagge bianche, imponenti strutture antiche e moderne, clima mite, mille comodità.
No qui devi trovare da te, devi tentare di capire, c’è da fare fuori e dentro di te.
Siamo nella terra baluardo del cattolicesimo in oriente dove la gente ha pagato le conseguenze di questa “diversità” per molto tempo.
La povera, piccola Armenia messa in ginocchio da guerre, genocidi e terremoti e che oggi tenta di rialzarsi in piedi e camminare con le proprie gambe, nonostante le grosse tensioni che si sentono soprattutto al di là di quel monte che si erge improvvisamente dalla pianura dove Noè lascio la sua Arca.
Suren e Carlotta sono le nostre guide.
Suren, un ragazzo di 24 anni, pieno di iniziativa, cerca di trasmetterci tutto quello che per lui, ma soprattutto per i suoi genitori e i suoi nonni, è stato il passato, e nemmeno poi tanto remoto, del Suo Paese. Si emoziona spesso.
A ventiquattro anni ha già molta esperienza alle spalle e si sta impegnando molto anche politicamente affinchè l’Armenia si sviluppi e riacquisti una propria forza di paese libero e democratico.
Durante le visite a monasteri ecc. ci riferisce spesso di eventi, date, personaggi, ma confesso che non riesco a seguirlo fino in fondo anche perché so che sono cose che dimenticherò purtroppo velocemente.
Sono altre le cose che mi rapiscono…. il vento caldo che la sera ti accarezza come fosse seta, gli sguardi degli anziani , dei bambini per le strade, il cane legato a una catena cortissima ….. la vita che la notte anima le strade della capitale, i locali affollati, la musica, le fontane cantanti…
Questo paese così piccolo, baluardo del cattolicesimo circondato da un mondo musulmano che deve fare i conti con l’anima rivolta ad oriente il raziocinio dell’occidente.
Armenia, paese ancora sconosciuto alle orde dei turisti in cerca di confort, e di cocktail ghiacciati per porre rimedio all’arsura dovuta al grande caldo, cerca di conservare la tua storia, la tua intimità. Mi hai insegnato molto, e anche quando vieni sopraffatto da ingiustizie, da massacri e crudeltà, c’è sempre la possibilità di rialzarsi e iniziare a ricostruire nuovamente.
Piccola Armenia, se guardi ad occidente, non credere al “benessere”, alle parabole, ai reality, alle belle case, alle belle auto, alle corse per arrivare chissà dove, non sono queste le cose che daranno il futuro ai figli tuoi, noi ne sappiamo qualcosa.

Grazie.

Alessandra

Alessandra

Appunti di Viaggio

Ciclabile del Danubio

Germania / Austria

Ciclabile del Danubio / Da Passau a Vienna

Mr. Danubio (Donau) e Mrs. Bike: dialogo surreale, ma non troppo, tra il Danubio e la mia bicicletta Di Elena Mostardini Mr. Donau:...
Mr. Danubio (Donau) e Mrs. Bike: dialogo surreale, ma non troppo, tra il Danubio e la mia bicicletta
Di Elena Mostardini
Mr. Donau: “Buongiorno, mia cara, come hai passato la notte?”
Mrs. Bike:”Oh, mi sei mancato, caro!”
Mr. Donau:”Sicura???! Son 5 giorni che ti sento borbottare che sei ben felice la sera di non avermi più tra le ruote!”
Mrs. Bike: “non è vero, lo dico solo per farmi notare da te; piuttosto non è che oggi mi esondi?”
Mr. Donau: “Cara, hai un modo così simpatico per dire le bugie! Comunque io, di mio, non allago, è che non ce la faccio a controllare tutti i miei muscoli e nervi!”
Mrs. Bike: “Per caso sei diventato incontinente? Che vuol dire non ce la faccio a controllare?”
Mr. Donau: “No, non sono incontinente, non sono come il Nilo; ma il fatto è che nulla è più come una volta e…..”
Mrs. Bike: “E sì e ora mi dici che le mezze stagioni non esistono più, che si stava meglio quando si stava peggio, che non sei più blu come una volta, che …..”
Mr. Donau: “Oh, calma, lo sai che oggi sei un po’ nervosetta?! Che t’è successo?”
Mrs. Bike: “ Non lo immagini? Che giorno è oggi?”
Mr. Donau: “Beh, uhm …. Ah sì, è venerdì!”
Mrs. Bike: “Ecco il perché, è passata un’altra settimana, oggi arriverò a Vienna e verrò mollata in un anonimo garage, al buio, con il pensiero che forse non sarò scelta da nessuno per ripartire e rimarrò lì, in un angolo, fino alla fine dell’estate. Il guaio è che tutto ciò che finisce è breve e….”
Mr. Donau: “Ed eccola ora lei con le frasi fatte!”
Mrs. Bike: “No, no, è veramente così, con Zeppelin ….”
Mr. Donau: “Sei proprio affezionata a questi di Zeppelin, eh? Ma che fanno questi qui alle ….. Bikes?”
Mrs. Bike: “Ah, ehm … beh, non so spiegartelo … bisogna provarlo per capire!”.

Elena

Elena

DIALOGO CON IL DANUBIO

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