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Il parere di chi ha viaggiato con noi è parte essenziale delle nostre vacanze: ecco le opinioni di viaggio che ci avete inviato.

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Isola di Lussino

Croazia

Isola di Lussino / Nella bellezza del Quarnaro

CAPODANNO A LUSSINO 2007-2008 Capodanno a Lussino 29/12/07-1/1/08 da Annalisa La nostra prima esperienza di viaggio con Zeppelin è...
CAPODANNO A LUSSINO 2007-2008

Capodanno a Lussino 29/12/07-1/1/08 da Annalisa

La nostra prima esperienza di viaggio con Zeppelin è stata più che positiva, tempo splendido e simpatici compagni di viaggio provenienti da tutta Italia (pensavamo che fare un trekking a Capodanno non ci fossero molti giovani invece l’età media del gruppo era veramente bassa!)
Il tragitto Vicenza-Lussino è stato un po’ lungo ma grazie a Simone l’autista, non ci siamo nemmeno accorti di essere in pullman.
Il primo giorno, 30 km di sentieri abbastanza pianeggianti, partenza alle 9. Il gruppo è allegro e positivo, si inizia a far battute su qualsiasi cosa ci passi per la mente, Stefania e Cristina, le nostre accompagnatrici, sono pazienti e stanno al gioco. Pausa al giardino botanico di Sandra e il suo asino, nella casetta delle bambole a Velj bevendo Pelinkovaz e the alla salvia. Il giorno scorre tra splendidi panorami e viottoli scoscesi…… sembrava una passeggiatina ma ci rendiamo conto verso le 16 di essere piuttosto stanchi, sta calando la sera ma c’è ancora la baietta sotto l’hotel da visitare.....
Il giorno dopo è l’ultimo dell’anno; sveglia alle 7 e si riparte con Bolto, la nostra guida croata, è un po’ abbottonato ma sappiamo che non potrà resistere al buonumore del gruppo.
Salitona di due ore, caldo come a giugno e meravigliosi scorci negli occhi ad ogni slargo nel bosco. La cima del Monte Ossero ci porta ad un’impagabile vista a 360° su tutto l’arcipelago, la visibilità è ottima e si può scorgere Pola e la costa italiana. Si riparte camminando sulla cresta per raggiungere il rifugio e il vento di bora che soffia forte ci accompagna alla meta dove ci aspetta il pranzo caldo.
Si ridiscende su sentieri meno ripidi, il morale del gruppo è sempre alto e anche Bolto ormai non si trattiene più; tra i sassi del camminamento due-tre scarponi si aprono inesorabilmente dalla suola ma c’è un pronto soccorso anche per quello e la comitiva non si ferma, un pò stanchi e un po’ infreddoliti ma ancora con la voglia di ridere e scherzare, in supervelocità visitiamo la bella cittadina di Osor; ed in totale anche per questo giorno sono 32 Km. Rientro alle 17,30, le ginocchia sono doloranti ma non c’è tempo per riposare, bisogna prepararsi per il cenone!
Tra canzonette popolari e balli pittoreschi, il trenino (cosa che odio profondamente, ma tant’è, in quell’atmosfera è andato bene pure quello), valzer, twist e samba con 40° e tutta la sala in fermento abbiamo tirato le 2, ma avremmo continuato ad oltranza se non fosse suonata la sveglia alle 6 il mattino dopo, tanto ci siamo divertiti….e le ginocchia non hanno nemmeno protestato! Il rientro, ottimo, è avvenuto con un sano torpore e qualche sprazzo di vita per l’imminente compleanno di Stefania. APPI BIRDAI TU IU, APPI BIRDAI TU IU….
Che dire, è stato tutto molto molto molto OK! Da ripetere sicuramente.

Annalisa

capodanno a lussino

Epifania in Val Pusteria

Italia

Epifania in Val Pusteria / Qualche giorno tra neve, sci e slittini

DICEMBRE 2007 Vacanza Sulla neve in Val Pusteria –26/30 dicembre 2007 (accompagnatori Daniele e Antonio) Della disfida fra il Dani e...
DICEMBRE 2007

Vacanza Sulla neve in Val Pusteria –26/30 dicembre 2007 (accompagnatori Daniele e Antonio)

Della disfida fra il Dani e il Toni
(cronaca semiseria di una nottata cubica a dorso di slittino)


Cacciatore, ascolta:
se donna è la preda e di alta quota,
immota resta se la blandisci con un dono;
mentre su lei brivido e ardore
la corsa desta…

In Val Pusteria,
era la luna convessa,
a pancia in su.
E sulla neve
lucea lesta
di uno slittino la scia,
di presagi assai funesta.
Dell’amorosa sfida
infatti era l’esca!
Cocchier ne era
un giovine virgulto vicentino.
Toni facea di nome,
d’aspetto era ricciuto,
occhio castano,
mento sparuto
e pelo sparato.
Avido di parola era
e misurato nel parlare.
Uomo d’azione silente
e sotterranea,
e a dispetto del parlar suo breve,
Toni fendea di petto l’aria
in quella notte di luna dondolante.
E lo slittino intrepido
di buca in buca sospingea,
traballante.


Solo non era il Toni:
ché al seguito una brigata allegra avea
di balde fiorentine:
occhi celesti, sciarpe,
scarponi e forcine,
un tocco di classe
sulle slittine atesine.
Tre prede erano da conquistare:
restie e caparbie a capitolare.
Nulla poté il trekk diurno
fra neve e ghiaccio
e il Toni pensò di ghermirle al laccio,
con lo slittino.
Il piano era perfetto,
la notte limpida,
Sirio splendente,
quando un fendente, di getto
innanzi al Toni si parò.
Ed era il Dani,
compare di ventura,
voce squillante,
sguardo ceruleo,
guida provetta,
bici rotante,
gentile, affabile e intrigante.


Ogni uomo, sai, è cacciatore,
e le vuole tutte per sé.
Pulzelle di varie favelle.
E tra quelle udite,
la parlata fiorentina,
cadenzata e assai spigliata,
i vicentini alla contesa incatenò.
Ognuno per sé
e ciascuno per tre.
E fu così che il Dani e il Toni,
amici per la pelle,
si misero in armi l’un contro l’altro,
per catturare una fanciulla.
E convinte le prede,
per la discesa le trascinarono,
nel buio pesto,
al lume fioco che riflettea la neve.
Ridevano le donzelle,
mentre le slitte
sulle buche sdrucciolavano.
Il Dani fremea e ammutoliva,
se di un tronco la sagome scorgea;
e il Toni gemea,
per segnalare curva a dritta
e curva a manca.
E intanto, a mo’ di lancia,
altre slitte sfrecciavano
di tedeschi ebbri e disinvolti.
Il ghiaccio quelli sfidavano
e la pista con torce tremolanti.
E mentre i nostri di luce incerta
ormai brillavano,
fra le pulzelle tosche
repente inclinazione si destò
per gli stranieri impavidi.
E mentre il Toni e il Dani
in curva si arenavano,
Silvia dagli occhi blu
un posticino scovò in un teutonico slittino.
E come lei, anche le amiche
un passaggio da oltrealpe rimediarono,
e alla fine della notte dileguarono.
Poi scese il silenzio.
E fu così che
quando il Toni e il Dani,
accaldati e trasognati,
i piedi a terra posero
al termine della discesa,
la luna videro ridente,
e un’ombra con voce suadente a lor si fece innanzi,
con cadenza fiorentina,
ma non femminea.
“Sapete che giorno è oggi?
27, ossia 33.
E in una serata cubica,
ogni cubica retata è votata al fallimento.”
Quegli era Luca, saggio e accorto.
E il Dani e il Toni,
l’intento intesero che fra i numeri riposa.
“Attendete l’anno nuovo”, aggiunse Luca;
“perché bisesto è manifesto
di fortuna e magico portento.
Per amore, salute e avventura.”



E qui finisce la calata di due prodi vicentini:
che in una notte nera,
lucente di stellata,
in cubica data,
affilati gli slittini,
falliron la retata di tre fiere fiorentine!

(Bologna, 3 gennaio 2008)


Marinella

Marinella

Slitta e neve

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