Capodanno in Slovenia
Dai primi raggi dell’anno nuovo Il mattino è coperto e l’attacco del sentiero si presenta subito ripido e scivoloso, ma almeno la minaccia della pioggia è stata scongiurata dal vento, che nella notte ha soffiato gagliardo. Muoviamo i primi passi incerti, i più soprattutto preoccupati di saggiare la tenuta delle calzature e la bontà dell’abbigliamento scelto per questo insolito trekking fuori stagione. Il gruppo si è radunato il giorno prima, il 29 dicembre, ma si è lasciato alla naturale dinamica gravitazionale il compito di comporre gli aggregati e di trovare gli equilibri. Servirà tempo. Voltando le spalle a Strunjan/Strugnano prendiamo a salire. Lo strappo per fortuna è breve: subito si raggiunge il ciglio dell’alta e ripida sponda dirimpetto al golfo di Trieste. Roccia che si tuffa in verticale. Un cordolo di terriccio molle serpeggia tra i tralci spogli. Si prende in breve confidenza col terreno e mentre lo sguardo si allarga sui riflessi grigio azzurri del tavoliere marino, si stringono le prime trame d’amicizia. Sciolti i timori c’è chi azzarda anche un invernale pediluvio e chi decide di affrontare le esagerate porzioni di pesce grigliato proposte da un sapiente locandiere. A ciascuno il suo rischio. Le nubi viaggiano alte nel cielo e nel pensiero. È pomeriggio e siamo a mollo. Nel viaggio intitolato “Trekking + Terme”, gli itinerari che in tre giorni abbondanti ci condurranno a Izola, Portorose e Pirano, sono intervallati dalla giusta dose di relax. Saliscendi tra colli e saline fino a raggiungere marittimi borghi, il mattino. Vasche d’acqua salata e gorgogliar di bolle il pomeriggio. Per i più sofisticati anche unguenti, essenze, pietre roventi, lavorio di mani a riassettare muscoli scordati, nubi di vapore. Siamo tanti e siamo diversi e va bene così. Ciascuno avrà un proprio modo di leggere l’esperienza e di segnare con il proprio tratto l’affresco risultante dall’incontro reciproco. Procedendo sul percorso, si aprono gli orizzonti e si scoprono le persone. È il passo, spesso, a fare selezione, ad avvicinare tipologie di camminatori. Altre volte ci pensano le pause a rimescolare il gruppo e a far giocare partite differenti. Si scende tra le calli, si costeggia un porticciolo. C’è tempo di tirare il fiato e di respirare lento, in sincronia con lo sciacquio, tra un dondolar quieto di barche e reti districati senza fretta. È l’inverno che fa tornare indietro il tempo a una civiltà di pescatori. Sulla via del ritorno, un tunnel ciclabile ci risparmia la fatica di una nuova scollinata. Tutto sommato strada facendo si sta più in fila che in colonna. Chi chiude il gruppo a volte si fa prendere la mano e infila dentro al gregge anche qualche malcapitato passante. Gli ultimi raggi del giorno e dell’anno caricano toni d’arancio e di violetto sugli sbuffi residui del cielo e sulla terra che si insinua nel mare. Riflessi d’oro scuro accompagnano il sole oltre il tramonto. Il primo mattino di gennaio è un anticipo di primavera. Nella notte ci siamo già scambiati vicendevoli gli auguri. Oramai ci siamo lavati via ogni cosa, nel corpo e nello spirito. Le diffidenze, i malumori, le fatiche di un anno intero. Per oggi almeno vogliamo sentirci nuovi. Il sentiero che imbocchiamo ci fa quasi camminare sulle acque e ci piace pensare anche a questo come un segno positivo. Che ad attenderci sia la terra promessa? Se il buongiorno si vede dal mattino sarà pur vero anche per un anno che incomincia. L’augurio è che davvero possa essere per tutti un Nuovo Anno luminoso. Buon 2012! Paolo
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